La canapa, conosciuta anche con il suo nome scientifico di cannabis, è una pianta officinale utilizzata largamente nell’industria tessile e alimentare. Famosa con il nome di Marijuana, è spesso troppo semplicemente accomunata ad una droga. Durante il corso della storia la canapa ha sempre accompagnato l’uomo, prima di subire un brusco calo a partire dagli anni ’30, in concomitanza con una campagna globale, capeggiata dagli USA, di criminalizzazione della pianta.

Contadini italiani al lavoro durante la raccolta della canapa.

Nel tempo abbiamo assistito ad una riscoperta di questa straordinaria pianta che cresce in tutto il globo: la sua incredibile biomassa e la sua capacità di assorbire le sostanze tossiche dai terreni, l’hanno resa una delle colture più importanti nel settore della sostenibilità ambientale. I suoi usi nel campo tessile (la canapa biologica assicura fibre forti e con un impatto ridotto sull’ambiente) e nella bonifica dei terreni, hanno conquistato molti nuovi contadini e operatori di settore (si pensi alla moda eco-sostenibile).

Negli ultimi anni anche le sue proprietà farmaceutiche sono diventate importanti, in quanto riescono a sopperire a farmaci molto costosi e invasivi in molti trattamenti e terapie, soprattutto quelle legate al dolore.

Già in molti paesi nel mondo è ritornata ad essere una pianta come le altre, in alcuni anche la produzione per consumo personale a scopo ludico è permessa e regolamentata dallo stato in vari modi.

Storia 

La canapa è una pianta originaria dell’Asia centrale e sacra per gli hindu, con le parole bhangavijaya e ganjika; (in hindi, ganja) veniva definita la pianta in sanscrito. Si ipotizza che la canapa sia giunta nelle Americhe dopo la scoperta del 1492, tuttavia alcuni scienziati hanno trovato residui di cannabis, tabacco e foglie di coca in numerose mummie scoperte in Perù risalenti ad un periodo pre-coloniale.

Il rapporto con la canapa come fibra tessile è antichissimo, il ritrovamento più antico di un tessuto in canapa usato per fasciare i morti è datato 8000 anni fa, sembra essere questa (6000 A.C.) la datazione al carbonio di un frammento ritrovato in Turchia a Çatalhöyük. Il rapporto con la canapa tessile è antico come la scoperta stessa della tecnologia della filatura e della tessitura.

ritrovamento tessuto canapa
Ritrovamento antico tessuto canapa risalente a 8000 anni fa.

In Italia le conoscenze legate alla filatura della canapa sono molto antiche. Tantissimi oggetti e utensili dei nostri nonni erano fatti di canapa, come i canovacci o le tovaglie. Sembra che abbia avuto un ruolo di rilievo nelle Repubbliche marinare: gran parte delle dotazioni delle navi (corde, vele) erano fatte di canapa. Le repubbliche marinare iniziarono a commercializzare la canapa con le città della Lega Anseatica.

Nel 1500 la canapa si coltivava anche in Inghilterra, fu solo nel 1700 che le fibre della canapa si diffusero conquistando i mercati internazionali fino all’avvento del proibizionismo che ha eliminato tantissima conoscenza e antiche tradizioni.

Anche in America dal 1700 si iniziò a coltivare canapa, sembra che lo stesso George Washington ne avesse alcune piante nel proprio giardino.

L’uso che definiremmo ludico (quindi l’effetto psicoattivo) sembra legato ad antiche popolazioni Hindu dell’India e del Nepal. Sembra che nelle  mummie degli antichi faraoni siano stati trovati i recettori del THC. Nei paesi arabi le proprietà dell cannabis erano ben conosciute, si basti pensare alla setta siriana degli “Hashashin” dai quali l’Hashish prende il nome.

La canapa fu utilizzata dagli Assiri, che ne impararono le proprietà psicoattive dagli Arii. Gli Assiri trasmiosero queste conoscenze anche a Sciti e Traci, che iniziarono a utilizzarle anche durante i loro riti religiosi.

Anche nell’antica Cina (2700 A.C.) la cannabis veniva inclusa tra le medicine nel trattato che viene considerato l’inizio della medicina cinese. Anche se se ne conoscevano gli effetti psicoattivi, in Cina la canapa veniva studiata soprattutto per le sue proprietà curative.

Erodoto nel quinto secolo avanti Cristo racconta di una pianta che presso gli Sciti, popolazione indo-iraniana, veniva fumata durante le cerimonie funebri per alleviare il dolore. Sembra infatti che le migrazioni dall’oriente abbiano portato prima nel medioriente, poi nell’area mediterranea e quindi in Europa, la cultura della canapa e le conoscenze relative ai suoi effetti e alle sue proprietà. 

In Europa quindi la canapa si era diffusa e anche prima che l’Impero Romano si espandesse. I Celti la coltivavano nelle isole della Britannia e anche Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia parla delle proprietà terapeutiche dell’erba.

Nel Medioevo europeo la canapa fu utilizzata liberamente fino al 1484 quando una bolla papale ne vietò l’uso.

(work in progress…)